sabato, 17th Agosto, 2019
Fare birra con il metodo BIAB

Negli scorsi articoli si era parlato di metodo BIAB, andando a spiegare i perché, molti homebrewers lo preferiscono al classico All Grain. Nello specifico in questo articolo verrà illustrata la procedura e come applicarlo alle ricette in All grain. Vediamo quindi come fare birra con il metodo BIAB.

Fare birra con il metodo BIAB

La facilità d’impiego della tecnica BIAB, ha reso questo metodo molto popolare tra gli hombrewers. Non importa se si fa birra da un anno oppure un giorno. Il metodo BIAB è alla portata di tutti!
I motivi che lo preferiscono alla tecnica All Grain, si riassumono in poche parole: semplicità, controllo e velocità.

Le fasi principali per fare birra con il metodo BIAB

Solitamente le fasi dell’ammostamento si concretizzano nel single step, per poi passare direttamente alla luppolatura del mosto. Come si denota, la fase dello sparge viene completamente abolita, grazie al sacco in poliestere con la quale è possibile rimuovere completamente le trebbie esauste.

Nella fattispecie i passaggi sono:



  1. inserire il doppio fondo nella pentola;
  2. inserire la sacca filtrante e l’acqua nella pentola ricordandosi della percentuale 5 lt./kg di malto;
  3. fare le dovute modifiche all’acqua di mash (passaggio opzionale ma non meno rilevante);
  4. portare l’acqua a temperatura di mash, solitamente si aggira sui 45 °C;
  5. inserire i grani dentro la sacca, avendo cura di non far fuoriuscire i chicchi macinati grossolanamente;
  6. misurare il ph, ed eventualmente apportare le dovute correzioni. Il ph deve attestarsi in un range compreso tra 5,2 e 5,6 punti, affinché gli enzimi lavorino nel modo corretto;
  7. eseguire il mash come da ricetta, innalzando la temperatura dell’acqua ai gradi prestabiliti per il tempo impostato. (Si raccomanda di mantenersi un grado sopra il tetto previsto e di mescolare frequentemente il mosto, affinché la temperatura sia costante e uniforme);
  8. terminato il tempo di mash procedere con il test dello iodio, per accertarsi dell’avvenuta conversione di tutti gli enzimi. In caso contrario continuare con l’ammostamento;
  9. conclusa la conversione (lo iodio assumerà una colorazione marroncina), portare la temperatura del mosto a 78 °C per 10-15 min. Questa fase denominata Mash Out, consente di bloccare il lavoro degli enzimi. N.B. se la tintura di iodio non assume un colore marroncino, ma rimane un colore tendente al nero continuare con l’ammostamento;
  10. terminata la fase di mash out procedere al sollevamento della sacca. Quest’operazione comporta la massima cautela, in quanto le temperature elevate e il peso della sacca stessa richiedono un’attenzione particolare. Alcuni homebrewers si aiutano con un sistema di carrucole al tetto per agevolare il sollevamento;
  11. tolti i grani dalla pentola, si può procedere alla bollitura del mosto per la successiva luppolatura;
  12. terminata la luppolatura, procedere al raffreddamento del mosto. È consigliabile prima del travaso nel fermentatore eseguire il whirpool, per concentrare le impurità più grossolane al centro della pentola.

Terminati i passaggi dell’ammostamento come si denota dagli steps, la procedura è identica alla tecnica dell’All Grain.

Considerazioni

Fare la birra con il metodo BIAB, assicura grande comodità specie per chi birrifica in spazi modesti. Ma come ogni tecnica riserva alcune considerazioni. Prima tra tutte è la difficoltà e la pericolosità di separare le trebbie da mosto attraverso la sacca. Inoltre la mancanza dello Sparge sicuramente non favorisce una birra limpida, in quanto la filtrazione ridotta, non trattiene tutte le impurità. Tirando le somme e considerando tutto ciò, comunque reputo che il metodo BIAB, è una tecnica di semplice applicazione che può essere l’alterego dell’All Grain classico.

Buona birra a tutti

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