venerdì, 20th Settembre, 2019
La Birra IGA

L’Italia è da sempre il simbolo del buono e genuino, aggettivi affibbiati grazie alla qualità dei suoi prodotti. Tra le tante proposte, sicuramente quelli di maggiore spicco sono la cucina e i vini, che trovano esportazione in tutto il mondo. Ma nonostante l’eccellenza di tali prodotti, qualcosa ha inspirato l’attenzione anche su un campo, che fino a qualche decennio fa non era propriamente rinomato: la birra. Diventando così il trampolino di lancio per la nascita della birra IGA.

La Birra IGA

La Birra IGA (Italian Grape Ale), porta nelle sue vene il tricolore italiano. Birra ideata nel 2006 dal mastro birraio Nicola Perra, che solo nel 2015, ricevette il riconoscimento dal B.J.C.P. (Beer Judge Certification Program), di primo stile birraio Made in Italy. Lo stile IGA possiede la geniale intuizione di creare un connubio tra mosto d’uva e quello di birra, unendo così la tradizione enologica italiana a quella brassicola.

L’idea…

Uno stile particolare ad alta fermentazione, che offre la possibilità di “giocare” con i suoi ingredienti. Lo stile prevede la libertà di non avere dei malti o dei luppoli prestabiliti, disegnando di conseguenza, gusti e livelli d’amaro che differiscono da ricetta a ricetta. Inoltre il suo inconsueto legame con l’uva, che può essere sotto forma di frutto, mosto, vinaccia o mosto fermentato, permette la diversificazione del lievito utilizzato. Infatti questo stile, può avere una fermentazione indotta dal classico lievito di birra, ma anche dai microrganismi presenti sulle bucce dell’uva, favorendo quindi una fermentazione spontanea.

Le birre derivanti dallo stile IGA, variano in base agli ingredienti utilizzati. Differiscono nel colore, con riflessi che vanno dal biondo dorato all’ambrato scuro. Si diversificano anche nel gusto, che può essere fresco e delicato, oppure un complesso tripudio di sapori arricchito con delle note acide. Nella fattispecie, l’acidità si rivela più un aroma che una peculiarità gustativa. Inoltre l’uva fornisce un valore aggiunto, andando ad ampliare il bouquet aromatico che trova così un equilibrio speciale tra malto e luppolo.

Di solito si utilizzano percentuali che variano tra il 60-70 % di malti e il 30-40 % di fermentabile derivante dall’uva.

Considerazioni

Ancora una volta la macchina brassicola italiana, nonostante la lenta carburazione, fa sfoggio delle sue eccellenze, offrendo un ponte tra due mondi apparentemente contrastanti. L’ingegno, la maestria e la perseveranza, nell’unire mosto d’uva a quello di birra, scolpisce lo stile Made in Italy. Presentando delle birre IGA che con orgoglio donano lustro all’Italia, garantendole così un posto nel libro brassicolo mondiale.

Buona birra a tutti

Tags: , , ,

Related Article

0 Comments

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.




Spazio Sponsor

Se vuoi inserire la tua pubblicità, contatta il birraio matto