martedì, 21st Maggio, 2019
La Birra Trappista

La birra è una bevanda con una storia e una tradizione che continua a scriversi da secoli. Una storia fatta da tanti mastri birrai che dedicando corpo e anima all’arte brassicola, hanno coniato veri e propri capolavori. Ma nonostante l’ambiente brassicolo sia in continua evoluzione, sempre alla ricerca della novità, certe tradizioni non tramontano mai. Esse si riflettono nel corso dei secoli stupendo ogni tipo di palato. È il caso della Birra Trappista.

Un po di storia…

L’ordine dei Trappisti ha avuto origine nel monastero cistercense di La Trappe, in Francia. Nel 1664 l’abate di La Trappe, reputando troppo liberali i comportamenti dei monaci cistercensi, decise di introdurre una serie di nuove regole più severe da adottare all’interno dell’abbazia (fra le quali l’obbligo di bere solo acqua), facendo così nascere il nuovo ordine (detto della “stretta osservanza”).
Col passare del tempo però le regole, sono andate rilassandosi e nel diciannovesimo secolo in numerosi monasteri francesi che seguivano la “stretta osservanza”, veniva prodotta birra.
I trappisti, erano solo uno fra i tanti ordini monastici a produrre birra per finanziare il proprio sostentamento, ma erano sicuramente fra i più attivi: c’erano almeno sei birrerie trappiste in Francia, sei in Belgio, due nei Paesi Bassi, una in Germania, una in Austria e probabilmente anche in altri paesi. In seguito alla rivoluzione francese e alle guerre mondiali, la maggior parte di questi monasteri andò distrutta. Nonostante ciò, la popolarità delle birre Trappiste continuò a crescere, tanto che numerose birrerie non autorizzate cercarono di sfruttare commercialmente il logo, obbligando i monaci a prendere provvedimenti e a far nascere l’Associazione Trappista Internazionale. (fonte wikipedia).

Stile Trappista o Birra Trappista?

Nel corso degli anni il termine Trappista ha acquistato molta fama, divenendo così un’icona che contraddistingue un tipo di birra. Erroneamente però si crede che questo termine si possa associare ad uno stile, in quanto comune denominatore di caratteristiche organolettiche. In realtà le caratteristiche esistenti non sono accomunate dallo stile, ma dalle modalità di produzione.
Per definire una birra Trappista, la bevanda deve rispecchiare alcune specifiche, e l’inosservanza anche di una sola di queste regole la esclude da questa categoria.

La birra Trappista deve:

    1. Essere prodotta all’interno delle mura di un Monastero Trappista. L’impianto deve trovarsi nella struttura;
    2. La supervisione deve spettare ai monaci. La birra teoricamente può essere prodotta anche da un birraio estraneo all’ordine monacale, ma le direttive devono essere impartite dai monaci;
    3. Non deve sussistere lo scopo di lucro. Ovvero i proventi della vendita della birra non devono avere lo scopo di arricchire, ma di provvedere al fabbisogno del monastero.

La birra Trappista è uguale a quella d’Abbazia?

Un’altra cavillosa questione, deriva dall’accomunare le birre trappiste a quelle d’abbazia. Le rigidissime regole derivanti dalla produzione brassicola trappista, escludono qualunque altra manufattura che differisca dalle metodiche adottate dai monaci cistercensi.
Nelle birre d’abbazia, nonostante ci siano legami con monasteri ed abbazie, non sono i monaci stessi ad occuparsi della produzione brassicola. Per cui non possono accomunarsi alle birre trappiste.

Conclusioni

La Birra Trappista, ha radici molto profonde e per certi versi misteriose. Prodotte dentro le mura dei monasteri, sotto le direttive degli stessi monaci, le birre trappiste estrapolano, sentori che nessun altro tipo di birra è capace di replicare. Nonostante non ci sia uno stile prestabilito, chi sceglie di bere una birra trappista, si affida a sapori unici e rari, che esaltano il perfetto equilibrio tra malti e spezie. Di solito sono birre ad alta fermentazione, che possiedono un colore che va dal dorato al bruno scuro. Vantano una schiuma, cremosa e compatta, che racchiude aromi semplici, come quelli prodotti dagli stessi monaci. Birre che possiedono sentori che tendono al dolce o all’amaro, che ben si accostano alla gradazione alcolica, compresa tra i 6 e i 12 %vol. Un delicato e complesso tripudio di sapore, che si sposa benissimo con prodotti caseari e carni.

Bere una birra Trappista è un’esperienza, che va vissuta con rispetto e con gli occhi rivolti al passato. Un passato ricco di tradizione e passione, che sboccia in una realtà confinata da un alone di mistero protetto per secoli.

Buona birra a tutti.

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