mercoledì, 17th Luglio, 2019
Fare birra con il metodo E+G

Nel precedente post, si era parlato di fare birra, con il metodo degli estratti luppolati. Un metodo sicuramente valido, quanto semplice. In questo articolo, verrà introdotto un metodo che consente di fare birra da un gradino più alto, rispetto al precedente. Il metodo E+G. Fare birra con il metodo E+G, aggiunge un fattore molto importante, ovvero, permette al birraio di metterci del suo, nel processo brassicolo.

Fare birra con il metodo E+G, non comporta spese onerose, in quanto, per certi versi simile al metodo con il solo estratto. La differenza sostanziale, sta nel fatto di avere, oltre alla classica latta di estratto, dei veri e propri malti da inserire in ricetta. Oltre ai malti, saranno inseriti anche i vari luppoli, così da poter conferire al mosto una vera e propria personalità.

Gli strumenti

Il metodo, prevede l’utilizzo di una pentola e di una sacca. La sacca, acquistabile in un qualsiasi negozio per homebrewers, offre la possibilità di un facile filtraggio dei grani, che dovranno essere macinati in modo grossolano. È possibile anche farne a meno, a discapito della limpidità finita della birra.

I passaggi

  1. inserire la sacca con i malti, in acqua, precedentemente scaldata a circa 70 °C (seguire le indicazioni su ogni kit).
  2. Una volta lasciati i malti in infusione per circa mezz’ora, essi avranno trasferito tutte le loro proprietà nell’acqua. A questo punto la sacca si può togliere con tutti i malti!
  3. Dopo aver in precedenza preparato l’estratto (fatto scaldare a bagnomaria), si versa il contenuto della latta nell’acqua privata dei malti.
  4. Portare il tutto ad ebollizione.
  5. Una volta che il mosto raggiunge il bollore si andrà a gettare il luppolo, per un massimo di circa 60/90 min. di bollore.
  6. Finita la fase di luppolatura, si passa al raffreddamento del mosto (che può avvenire tramite serpentina o immersione della pentola in acqua corrente).
  7. Travasare nel fermentatore il mosto raffreddato.
  8. Una volta travasato il mosto, si preleva un campione per la misura della O.G. (densità iniziale), attraverso il densimetro.
  9. Inoculare il lievito.
  10. Arrivati al mosto nel fermentatore, il compito del birraio si limita al controllo della temperatura, a cui sarà sottoposta la fase di fermentazione.
  11. Ultimata la fermentazione, verificabile sia dal gorgogliatore fermo, che dalla sua F.G. (densità finale) costante, si passa al priming. Ovvero si inserisce nel mosto, una quantità di zucchero sufficiente, in modo tale da stimolare le cellule di lievito sopravvissuto, a produrre in bottiglia anidride carbonica.
  12. Imbottigliamento.

 

Per identificare il grado alcolico della birra si effettua un calcolo: (O.G.-F.G.)/7,5. Al valore andrà aggiunto uno 0.5 finale per la rifermentazione in bottiglia.

Si ricorda che la birra prima di essere degustata, deve rifermentare in bottiglia per almeno 20/30 giorni.

Inoltre rammento la fondamentale sanitizzazione, di tutti gli oggetti che entreranno in contatto col mosto, in quanto potrebbero contaminarlo.

Considerazioni

Fare birra con il metodo E+G, trova molti consensi nel mondo brassicolo, in quanto è il giusto compromesso tra praticità e manualità. I punti di forza sono sicuramente i bassi costi e il poco tempo che richiede.

Rispetto al classico All Grain, ovviamente,  fare birra con il metodo E+G, comporta delle differenze. Con il metodo E+G nonostante il birraio, può interagire con la cotta, comunque non ha il pieno controllo di ciò che succede, a differenza dello stile All Grain, dove è possibile valutare ogni singola variabile.

 

Buona birra a tutti!

Il birraio matto

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