Fare birra con il metodo E+G

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Fare birra con il metodo E+G
Fare birra con il metodo E+G

La tecnica degli estratti luppolati è un metodo valido quanto semplice di fare birra. Ma esistono altre tecniche che nonostante incrementino il livello di difficoltà, regalano grandi soddisfazioni. Il motivo non è dovuto solo al risultato finale, con cui le birre brassate con tecniche differenti acquistino qualche caratteristica organolettica in più, ma si fonda sul principio di“metterci le mani”. Una di queste tecniche è quella dell’estratto+grani (E+G), che permette al birraio di metterci del suo nel processo brassicolo.

Fare birra con il metodo E+G, non comporta spese onerose, in quanto, per certi versi simile al metodo con il solo estratto. La differenza sostanziale, sta nel fatto di avere, oltre alla classica latta di estratto, dei veri e propri malti da inserire in ricetta. Oltre ai malti, saranno inseriti anche i vari luppoli, così da poter conferire al mosto una vera e propria personalità.

L’occorrente per fare birra con il metodo E+G

Fare birra con il metodo E+G non comporta spese onerose, in quanto sotto alcuni punti di vista, simile al metodo con il solo estratto. La differenza sostanziale sta nel fatto di avere oltre alla classica latta di estratto, dei veri e propri malti da inserire in ricetta. Inoltre ci saranno anche i vari luppoli, che permetteranno di conferire al mosto una personalità. Per la buona riuscita della cotta in E+G si necessita:



I passaggi

    1. Inserire la Grain Bag con i malti in acqua, precedentemente scaldata a circa 70°C (seguire le indicazioni su ogni kit);
    2. Seguire le tempistiche di ammostamento della ricetta;
    3. Nel frattempo che la fase di ammostamento con i grani si completi, preparare l’estratto facendolo scaldare preventivamente a bagnomaria per qualche minuto. Questo semplifichera il futoro inserimento in pentola;
    4. Finito il tempo di ammostamento con i malti, sarà possibile rimuoverli togliendo la Grain Bag dalla pentola;
    5. Tolti i grani, versare il contenuto della latta nella pentola col mosto;
    6. Portare il tutto ad ebollizione;
    7. Una volta che il mosto raggiunge il bollore si andrà a gettare il luppolo. La bollitura avrà una durata massima di circa 60/90 min (tempo previsto dalla ricetta);
    8. Finita la fase di luppolatura, si passerà al raffreddamento del mosto (che può avvenire tramite serpentina o immersione della pentola in acqua corrente);
    9. Travasare nel fermentatore il mosto raffreddato, avendo cura di non far splashare (sbattere) il mosto creando schiuma. Questo dettaglio eviterà l’ossidazione della birra. Servirsi quindi di un tubo sufficientemente lungo per travasare dalla pentola al fermentatore attraverso un sifone da travaso;
    10. Una volta travasato il mosto, si preleva un campione per la misura della O. G. (densità iniziale), attraverso il densimetro;
    11. Inoculare il lievito;
    12. Ossigenare il mosto girando energicamente con un mestolo;
    13. Ultimata la fermentazione, verificabile sia dal gorgogliatore fermo, che dalla sua F.G. (densità finale) costante, si passa al priming. Ovvero s’inserisce nel mosto, una quantità di zucchero sufficiente da stimolare le cellule di lievito sopravvissuto, a produrre in bottiglia anidride carbonica;
    14. Imbottigliamento.

Per definire il grado alcolico della birra si effettua un calcolo: (O.G.-F.G.)/7,5. Al risultato andrà aggiunto uno 0.5 finale per la rifermentazione in bottiglia. Si ricorda inoltre che la birra prima di essere degustata, dovrà rifermentare in bottiglia per almeno 20/30 giorni.

Inoltre rammento la fondamentale sanitizzazione, di tutti gli oggetti che entreranno in contatto col mosto, in quanto potrebbero contaminarlo.

Considerazioni

Il metodo E+G trova molti consensi nel mondo brassicolo, in quanto è il giusto compromesso tra praticità e manualità. I punti di forza sono sicuramente i bassi costi e il poco tempo che richiede una cotta per essere ultimata.

Buona birra a tutti