Fare birra con il kit da estratto luppolato

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Fare birra col kit da estratto luppolato
Fare birra col kit da estratto luppolato

Fare la birra è una pratica compiuta da secoli. Negli ultimi anni però, la produzione della birra è diventata un hobby casalingo accessibile a tutti. Con i sistemi di birrificazione odierni anche i meno esperti, possono cimentarsi nell’arte brassicola! Uno di questi è il kit da estratto luppolato. Il giusto compromesso tra qualità ed esperienza, che lascia poco margine d’errore!

L’occorrente per fare birra con il kit da estratto luppolato

Per questo tipo di tecnica le attrezzature da procurare non sono tante, ma avere i giusti mezzi faciliterà alcuni passaggi che altrimenti potrebbero diventare scomodi. Di conseguenza il consiglio è di trovare:



I passaggi:

  • Prima d’inserire il contenuto del kit nella pentola, è consigliabile riscaldare il barattolo a bagnomaria per una decina di minuti. Questo piccolo accorgimento renderà l’inserimento in pentola più semplice;
  • Inserire l’acqua dentro la pentola e portarla alla temperatura indicata nelle istruzioni del kit;
  • Una volta che l’acqua avrà raggiunto la giusta temperatura, inserire il contenuto del kit luppolato;
  • Terminata la fase d’infusione, bisognerà raffreddare il mosto molto velocemente. Il raffreddamento del mosto è una pratica molto delicata che necessiterebbe una serpentina in acciaio inox. In alternativa si può ovviare riempiendo il lavandino di acqua fredda e lasciare la pentola in immersione, avendo cura di non far entrare acqua all’interno;
  • Quando il mosto arriva a temperatura ambiente, si trasferisce il tutto nel fermentatore. L’accortezza di non far splashare (sbattere) il mosto creando schiuma, eviterà l’ossidazione della birra. Servirsi di un tubo sufficientemente lungo per travasare dalla pentola al fermentatore attraverso un sifone da travaso;
  • Prendere un campione di mosto per misurare la O.G. tramite densimetro;
  • Successivamente inoculare il lievito per la fermentazione del mosto;
  • Ossigenare il mosto girando energicamente con un mestolo;
  • Ultimata la fermentazione (verificabile sia dal gorgogliatore fermo che dalla sua F.G. (densità finale) costante), si passa al priming. Ovvero s’inserisce nel mosto una quantità di zucchero sufficiente, da stimolare le cellule di lievito sopravvissuto a produrre in bottiglia anidride carbonica;
  • Imbottigliamento.

Per definire il grado alcolico della birra si effettua un calcolo: (O.G.-F.G.)/7,5. Al risultato andrà aggiunto uno 0.5 finale per la rifermentazione in bottiglia. Si ricorda inoltre che la birra prima di essere degustata, dovrà rifermentare in bottiglia per almeno 20/30 giorni.

Nonostante il metodo, rimane compito del birraio sanificare tutti gli strumenti che entreranno in contatto con il mosto. Una birra, anche la più semplice, se contaminata risulterà imbevibile.

Considerazioni

Essendo un prodotto già pronto e di facile utilizzo, si rivela un’ottima soluzione per chi si accinge a muovere i primi passi in questo fantastico mondo. Ma nonostante questo metodo per i meno esperti sia una manna dal cielo, fare birra col kit da estratto luppolato, per i più navigati risulta un modo riduttivo di brassare. Infatti, chi fa birra con metodi “più manuali”, sa bene che il kit da estratto luppolato lascia meno spazio all’estro del birraio.

Buona birra a tutti!

 

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