Pale Ale. La storia di uno stile secolare

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Stile pale ale
Stile pale ale

Quando lo stile non ha età! Un’affermazione che racchiude storia e attualità in un solo concetto. E’ il caso del Pale Ale, uno stile senza tempo che ha conquistato il cuore di tanti appassionati, diventando nel corso dei secoli uno dei principali cult birrai al mondo.

Lo stile Pale Ale è caratterizzato da un colore tipicamente chiaro. Esso assume tonalità che vanno dal biondo arancio all’ambrato, in base ai malti utilizzati. L’inconfondibile profumo è un patriottico bigliettino da visita, che esprime tutto il vanto dell’essere sassone. I sentori sono tipicamente erbacei e speziati, grazie all’utilizzo dei pregiati luppoli inglesi. E’ uno stile ad alta fermentazione, con un gusto che richiama un chiaro tripudio al malto, a cui si accostano note leggermente fruttate.

Le birre appartenenti a questo stile possiedono grande eleganza e prestigio. Il corpo, che si rivela particolarmente pastoso è perfettamente sostenuto dalla rotondità del gusto. La gradevole bollicina che gioca con l’amaro dei luppoli si accosta al dolce dei malti. La particolare gradazione che varia dai 4,5 fino a superare gli 8 %vol, rendono la bevuta molto importante ed equilibrata.


Un po di storia…

Il termine Pale Ale venne usato nel 1703 per le birre il cui malto veniva essiccato a carbone. Questo insolito procedimento rendeva il malto più chiaro rispetto ai malti tostati con altri metodi. Nonostante il carbone veniva usato per la tostatura del malto già dal 1642, solo intorno al 1703 s’iniziò ad utilizzare il termine Pale Ale, periodo in cui queste birre cominciarono ad essere apprezzate. Ma fondamentalmente dietro questo termine si cela una grandissima confusione.

Nel XVII secolo il termine Pale Ale era accomunato anche alle bitter. I produttori classificavano le loro birre come Pale Ale mentre i consumatori riferendosi allo stesso prodotto, lo identificavano come bitter. Se questo non bastasse, un ulteriore incentivo confusionario si ebbe nel XVIII secolo in cui, i produttori classificavano come Pale Ale le birre imbottigliate in bottiglia, mentre i consumatori classificavano come bitter le birre provenienti dalle botti. Insomma l’unica certezza è la provenienza e l’anno in cui il termine di questo stile venne utilizzato, tutto il resto è un grande punto interrogativo. (fonte wikipedia).

Ma cosa si cela dietro allo stile Pale Ale?

Chi sceglie questo stile è sicuramente un ammiratore del luppolo inglese. Luppolo dalle delicate fragranze erbacee e speziate, ma anche dai sentori legnosi che s’intrecciano a note agrumate. Il particolare connubio di aromi che si unisce al malto, fa di questo stile uno dei più apprezzati e amati al mondo. Ma a dare ancora più lustro a questo tipo di birra è la gerarchia che si è creata dietro lo stile. Infatti da questo stile derivano altri sotto-stili, in cui sono esaltate le caratteristiche principali che lo contraddistinguono.

I sotto-stili

Lo stile Pale è stato il padre fondatore di altri stili ALE.  Ma nonostante le profonde radici sassoni, alcuni di questi stili non rispecchiano per niente le origini britanniche. Tale conseguenza è stata dovuta alle modifiche, che in base alle influenze degli usi e delle consuetudini delle diverse scuole brassicole, sono state apportate alla ricetta originale.  Tra i più famosi si ricordano:

  • Amber Ale. Stile appartenente al gruppo Ale ma con colori piu scuri;
  • American Pale Ale (APA). Stile Americano in cui sono maggiorati i sentori luppolati e la gradazione alcolica;
  • India Pale Ale (IPA). Stile storico inglese, che vide una maggiorazione del luppolo per aumentare le proprietà di conservazione su birre che dovevano affrontare lunghi viaggi;
  • Bitter. Stile simile al Pale Ale, ma con caratteristiche più leggere.

Buona birra a tutti

 

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