Donna o Strega? Le infinite storie sulla birra!

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strega birra
strega birra

Solitamente la birra è associata alla figura maschile. Forse perché nell’immaginario collettivo vige la figura dell’uomo col boccale in alto, che si sporca i baffi di schiuma. Oppure perché il termine “mastro birraio” fa pensare a qualcuno che, oltre al mestolo e al pentolone, abbia anche muscoli e barba. Insomma per essere tra le bevande più amate di sempre, sulla birra ne girano tante al punto da non smettere mai di affascinare e incuriosire chiunque si dedichi alla sua storia. I racconti rivelano tante curiosità inaspettate, tra cui l’errata associazione birra-uomo. La birra è donna, e grazie alla figura femminile è nata e prosperata. Ma tra le tante curiosità ne spunta una: se la birra fosse anche strega?

Tra storia e leggenda, la birra è donna o strega?

I primi segni di birra risalgono al 5000 A.C. Sono tanti i reperti archeologici che testimoniano la produzione di questa bevanda nelle antiche civiltà. Dalle tavolette in Mesopotamia che ritraggono persone bere, alla poesia sumera dedicata alla dea della produzione di birra Ninkasi. Ma anche nell’Epopea di Gilgamesh, in cui la birra veniva servita al selvaggio Enkidu.

Mappa del Mediterraneo
Mappa del Mediterraneo

La birra non conobbe limite! Nell’antico Egitto era servita anche ai faraoni e considerata liquido divino, mentre faceva parlare in Grecia dove lo stesso Platone disse che “ad inventare la birra fu un uomo saggio“. Per non parlare dell’antica civiltà romana, che nonostante il prezioso vino non rimase indifferente alla gustosa bevanda. In ogni civiltà la birra ebbe un ruolo da protagonista, sia alimentare che spirituale, considerata come dono divino verso l’umanità.

Ma chi si occupava della produzione di birra?

Pentolone
Pentolone

Ciò che spesso rimane in penombra è chi produceva questa preziosa ed importantissima bevanda. In Mesopotamia come ritraggono antichi reperti d’argilla, la produzione della birra era affidata alle donne, molto rispettate in quanto protette dalla dea Ninkasi. Anche nell’antica Babilonia la produzione di birra era affidata alle donne, che oltre a svolgere la professione di birraio erano vere e proprie sacerdotesse.

Con l’arrivo del Medioevo la birra continuò ad essere prodotta dal gentil sesso. Tra le innumerevoli mansioni della donna figurava anche quella di produrre birra in casa, perché più sicura e sostanziosa dell’acqua infetta che scorreva dai ruscelli. Per quest’attitudine le donne dell’epoca erano conosciute come alewife (ale=birra, wife=moglie).

Abitazione alewife
Abitazione alewife

L’idea

Attraverso pentoloni e strumenti rudimentali le alewifes riuscivano ad ottemperare al fabbisogno della famiglia, garantendo una bevanda sicura e sostanziosa. Ma presto ci si rese conto che attraverso la birra si poteva trarre anche qualche profitto.

Mother Louse
Mother Louse

Fu a questo punto che le donne cominciarono a pubblicizzare il loro prodotto.
Qualche alewife cominciò ad esporre una scopa fuori dalle loro abitazioni (tipo insegna) per annunciare ai bevitori, quando la birra fosse stata pronta a dissetarli. Altre invece preferivano i mercati affollati, e per farsi notare cominciarono ad indossare cappelli alti e a punta.

Gatto nero
Gatto nero

Inoltre la figura di queste donne era spesso accompagnata da un gatto. Amico fedele che dava la caccia ai topolini che potevano insidiare il grano.

Tutto questo fermento fece mutare la considerazione verso la birra. Da bene di consumo domestico e di prima necessità, a fonte di guadagno. Un guadagno dal profitto così grande che scatenò una concorrenza spietata. Le donne furono escluse e screditate da quella che fino a poco tempo fa, era una delle loro principali occupazioni!

Il commercio femminile della birra divenne il pretesto per accusare le donne di stregoneria. Prese il via una vera e propria caccia alle streghe, che portò il commercio intrapreso dalle alewifes a precipitare.

Considerazioni

Leggenda oppure verità? A prescindere dall’esistenza delle streghe, le donne hanno avuto un posto privilegiato accanto alla birra. Da loro è nata la cultura birraia e la passione del fare birra. In America Latina e in alcune zone dell’Africa rimane con orgoglio, un lavoro femminile. Mentre in Occidentale vige ancora la stupida idea che la donna e la birra facciano parte di universi separati.

Ma piano piano la donna sta ricevendo il meritato riscatto. Senza paure e pregiudizi il lavoro brassicolo del gentil sesso incanta i palati degli appassionati, vantando una serie di prodotti dalle qualità eccelse. Quindi si può chiaramente affermare che la birra è donna, ma anche strega. E’ inutile negarlo: una bevanda che conquista al primo sorso, deve avere per forza qualcosa di stregato! 😉

Buona birra a tutti

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