Birra artigianale: Lo scacco matto del Coronavirus!

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Birra artigianale Coronavirus
Birra artigianale Coronavirus

L’epidemia da Covid-19 ha scompigliato sanità ed economia, portando alla luce le crepe di un sistema (quello italiano) troppo debole e poco preparato. Non è una critica verso la sanità pubblica, perché i nostri medici hanno dimostrato di essere gladiatori in un’arena colma di leoni. Ma forse si doveva prestare più attenzione e dedicarsi maggiormente al rafforzamento di settori, che in questo momento sono sull’orlo del baratro. Dagli ospedali, che hanno evidenziato carenza logistiche, all’economia che ha visto la moria di troppe imprese. Purtroppo tra i settori economici, che hanno e continuano ad accusare maggiormente il colpo, c’è quello birraio. Infatti la birra artigianale italiana, perla nata da poco e forse ancora troppo poco capita, rischia di non superare la crisi del Coronavirus che potrebbe segnare un definitivo K.O.

Il problema del lockdown

Con la chiusura per il rispetto della quarantena di pub, bar e ristoranti, tanti imprenditori hanno rimboccato le maniche per cercare una soluzione alternativa alla vendita. In molti hanno scelto un servizio delivery, che continuasse a portare la buona birra a casa del consumatore nonostante il lockdown. Ma oggettivamente il servizio a domicilio, nonostante la grande potenzialità e la propaganda su qualsiasi portale di birra, in Italia stenta ancora ad esplodere.

Dunque è logico pensare, che uno dei motivi di questo disastro del settore birraio artigianale in Italia sia rappresentato dalla distribuzione. Un dettaglio che purtroppo non ha previsto una gestione alternativa e organizzata delle vendite. Infatti è bastato chiudere il canale preferenziale di vendita (pub, bar e ristoranti), per “paralizzare” un intero settore. Certo nessuno poteva prevede un’epidemia, ne tanto meno si poteva pensare ad un lockdown. Ma il problema è alla fonte!

Ovviamente il fascino di bere una birra artigianale al pub, di vederla spillata e servita come un prodotto Deluxe, rispetto alla “biretta” da supermercato, valorizza ancora di più il prodotto. Ma pensare di tenere segregata un’eccellenza italiana, ad un solo canale di vendita è un sacrilegio.

La pratica differisce dalla teoria

Naturalmente la pratica non è come la teoria! Se da un lato è un peccato isolare la birra artigianale, dall’altra c’è l’impossibilità di trovare un mercato che accolga una bottiglia dal costo nettamente superiore alla birra “commerciale”. Chi ama la birra, conosce bene il costo di un prodotto artigianale. Di conseguenza non rimarrebbe impressionato se sullo scaffale di un supermercato vedesse una bottiglia di 7-8 € e più, accanto a quella economica di 0,60 Cent. Ovviamente non tutta la popolazione, che puntualmente va a fare la spesa, è innamorata della birra artigianale. Dunque ci sarà sempre una disparità “non compresa” di prezzo. Ma è comunque impossibile per un piccolo birrificio, pensare di vendere una birra artigianale al pari di una commerciale.

Infatti il problema come anticipato è alla radice. Si è indifferenti di fronte ad un vino che costa 30-40 €, invece si rimane pietrificati di fronte ad una bottiglia di birra artigianale che ne costa 7. Pensando inconsciamente che i produttori siano pazzi, a proporre un “simile” prodotto a questo prezzo. Ma il problema non è solo del cliente che non conosce la buona birra, e si accontenta di bere quella economica. La problematica nasce anche da una mancanza di comunicazione tra birrifici, e da un’organizzazione inesistente e quasi impensabile con la GDO (Grande Distribuzione Organizzata).

Considerazioni

La realtà però è che l’economia (nonostante la difficoltà del momento) è un continuo aggiornamento. Su cui bisogna stare sempre sul pezzo e scaricare l’ultimo download. Per cui la domanda nasce spontanea: prima che scoppiasse il Coronavirus, il mondo della birra artigianale ha pensato alla GDO come un aiuto o come un problema? Forse si è fatto troppo poco, o forse non si è neanche pensato a come poter vedere nella GDO un mercato diretto, che potesse coinvolgere il 100% della potenziale clientela.

Buona birra a tutti.

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