mercoledì, 17th Luglio, 2019
Taglio sull’accisa della birra

Finalmente qualcosa inizia a muoversi. Il legislatore nonostante i mille problemi che il nostro paese vanta, ha dato un segnale positivo anche al mondo brassicolo. In che modo? Eseguendo un taglio sull’accisa della birra del 40%.

Un tema cavilloso che genera non poche titubanze. Ma vediamo nello specifico in cosa consiste la legge, a chi è rivolta e che benefici genera.

In cosa consiste il taglio sull’accisa della birra?

Il gravo fiscale sulla birra in Italia è tra i più elevati d’Europa. Se si esegue una comparazione con altri paesi, come la Germania, l’Austria e il Belgio, si scopre effettivamente che il costo di una bottiglia di birra in Italia, comprende oltre il 45% tra IVA e accise sul prezzo finale. In questo senso, la manovra fiscale con la riduzione dell’accisa, va a favorire il settore birraio con l’abbassamento dei costi di produzione ed il relativo potenziamento dell’industria. In sostanza al settore birraio viene data la possibilità di abbassare i costi di quasi 20 cent. per ogni litro di birra prodotto, andando così a risparmiare annualmente un capitale che supera i 10 mila euro. La riduzione prevista dalla nuova legge di bilancio, che entrerà in vigore il 1 luglio 2019, va ad aggiungersi a quella già esistente del 1 gennaio 2019, che aveva già rideterminato il costo dell’accisa da 3,02 € a 2,99 € per ettolitro di birra.

A chi è rivolta la manovra fiscale?

Il taglio sull’accisa della birra, non è rivolto a tutto il settore birraio. Esso si prospetta in particolare ai microbirrifici con una produzione annua inferiore ai 10 mila ettolitri, che arrancando tra tasse e costi di produzione, vedevano una prospettiva di crescita in salita. Cosa non da poco, considerando che questo tipo d’impresa da lavoro a migliaia di persone.

Ma che benefici genera tale manovra?

La domanda che ogni bevitore di birra si pone, è se la riduzione dell’accisa porti dei benefici sul costo al dettaglio. La risposta a tale domanda è NI.

È bene precisare infatti che la rideterminazione dell’accisa comporta un risparmio al microbirrificio, che potrà essere investito sul potenziamento delle strutture e dei macchinari. Ma per vedere una cospicua diminuzione del prezzo finale di una bottiglia di birra, ci vorranno ancora anni affinché il consumatore ne possa effettivamente beneficiare.

Scongiurando ripensamenti da parte del legislatore, direi che l’Italia finalmente ha deciso di rivalutare il settore birraio, dando la possibilità a chi esegue questa passione come professione di eccellere. Ma soprattutto concretizzando la possibilità di accrescere la cultura della birra prodotta in Italia, riducendo così le importazioni di scarsa qualità. Obiettivo ancora lontano da raggiungere, ma chi ben comincia è già a metà dell’opera. 😉

Per il decreto sulla gazzetta ufficiale clicca su link.

Buona birra a tutti

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