venerdì, 20th Settembre, 2019
La sanitizzazione. Facciamo chiarezza

Che la sanitizzazione nella birra, sia importante, nessuno lo mette in dubbio. Ed è per questo che appena ci avviciniamo ad un negozio per homebrewers, veniamo bombardati da detergenti e sanificanti. In rete poi, si trovano così tante guide e articoli, che chi si trova con qualche dubbio, rimane ancora più perplesso.  Per questa serie di motivi, scrivo questo post sulla sanitizzazione. Facciamo chiarezza!

Nei post precedenti, avevo parlato dei prodotti usati per la sanitizzazione:

  • Metabisolfito di potassio;
  • Chemipro oxy;
  • Soda caustica;
  • Acido peracetico;
  • Candeggina.

Questi sono solo alcuni dei prodotti commercializzati, e in questa grande categoria, ci si può perdere, senza centrare bene l’obiettivo. Ovvero sanitizzare!

Se il nostro obiettivo è  dunque quello di sanitizzare, cominciamo ad eliminare metabisolfito e chemipro, in quanto non hanno un’azione sanificante adeguata. A questi due potremmo aggiungere la soda caustica, che sanifica, ma con tempi di contatto troppo lunghi, oltre che pericolosa per la salute. Essa trova un miglior impiego come detergente che come sanitizzante.

Vorrei invece soffermarmi su acido peracetico e candeggina. Questi sono prodotti che realmente offrono un grado di sanitizzazione che fa al caso del birraio.

L’acido peracetico

Utilizzato soprattutto in ambito industriale. L’acido peracetico, è una soluzione incolore con un odore pungente, prodotto dall’acido acetico e perossido d’idrogeno in una base acquosa. Come disinfettante, inibisce funghi, virus, muffe, lieviti e batteri. Diluito al 10% con l’acqua (10 ml/lt di acqua), esso non fa schiuma, e teoricamente non necessita di risciacquo.

PRO

  • Azione sanitizzante eccellente;
  • Non dannoso per la salute dell’uomo, ma attenzione comunque agli occhi;
  • Teoricamente, non necessita risciacquo;
  • Ha un tempo di contatto piuttosto rapido 20 min minimo;
  • Non corrosivo per l’acciaio inox.

CONTRO

  • Irritante,
  • Deve essere conservato lontano da fonti di calore, in quanto potrebbe esplodere.
  • Non va tenuto con la confezione aperta, altrimenti potrebbe perdere le sue qualità, scomponendosi in acido acetico e ossigeno.
  • Costo troppo elevato. Nei principali negozi per homebrewers, 10 lt li vendono sui 56 €;

Candeggina

La candeggina, conosciuta fin da sempre per le sue doti casalinghe e disinfettanti, trova largo impiego anche in ambito brassicolo. Essa è, una soluzione acquosa del sale di sodio dell’acido ipocloroso, dall’odore pungente. La candeggina, si rivela un ottimo fungicida, sporicida e virucida. Per queste doti, diluito al 4-5% (4-5 ml/lt di acqua), si rivela un ottimo mezzo per sanificare l’attrezzatura. Si trovano diversi tipi di candeggina, da quella semplice a quella profumanta. In ambito brassicolo quella semplice senza profumo è perfetta.

PRO

  • Azione sanitizzante eccellente;
  • Tempo di contatto di 20 min minimo;
  • Costo estremamente basso, con 2-3 € se ne comprano 5 lt;
  • Oltre a sanitizzare, si rivela un ottimo detergente, eliminando anche gli odori.

CONTRO

  • Irritante
  • Corrosivo con l’acciaio inox. Se diluita nelle giusti dosi, non dovrebbe provocare danni. Comunque non la consiglierei per essere usata su attrezzature costose in acciaio inox;
  • Va risciacquata assolutamente.

Considerazioni

Personalmente prediligo l’uso della candeggina in quanto costa poco e sterilizza tanto oltre a detergere tutta l’attrezzatura. Va diluita e risciacquata bene, ma assicuro che utilizzando la candeggina, le percentuali di prendere un’infezione nella nostra cotta si riducono drasticamente. Per il risciacquo consiglio (attenzione questo è il passaggio che faccio io, quindi non per forza scientificamente provato):

  1. di fare un lavaggio accurato in acqua corrente calda per eliminare i residui di candeggina;
  2. di usare il chemipro oxy, sciolto in acqua calda per 20 min, dato che è un ottimo detergente. Anche se la sua azione sanitizzante non è eccelsa, comunque nella sua formulazione è presente il perossido d’idrogeno (acqua ossigenata), che fa un po da scudo mentre risciacquiamo con l’acqua corrente;
  3. successivamente passata veloce di acqua imbottigliata per eliminare i residui di chemipro oxy. Non bisogna usarne in quantità industriali, una bottiglia è più che sufficiente. Essa serve solo per togliere quella leggera patina viscida che si crea con il chemipro oxy.

Buona birra a tutti

Il birraio matto

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