Nella bufera del Vaticano anche birra Pollicina di Angel’s e Caritas Roma

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Nella bufera del Vaticano anche birra Pollicina di Angel’s e Caritas Roma
Nella bufera del Vaticano anche birra Pollicina di Angel’s e Caritas Roma

Sono diversi giorni che giornali, radio e televisioni trattano in modo imperterrito un tema alquanto delicato. Lo scandalo che ha investito la gestione economica delle casse del Vaticano, assume ora dopo ora sfumature sempre più grigie con intrecci particolarmente ingarbugliati. Le indagini sono iniziate ufficialmente dal caso Angelo Becciu, l’ex cardinale col ruolo di prefetto della Congregazione delle cause dei santi, con pesanti accuse di peculato. Ebbene, in questo ciclone che rivela di continuo sempre nuovi dettagli, è coinvolta anche Birra Pollicina di Angel’s Beer, marchio di proprietà del fratello dell’ex cardinale.

Caso Becciu: dal Pontefice accuse di peculato

santi piazza san Marco

Ovviamente la turbolenta vicenda che sta coinvolgendo la Chiesa, intenta a ricostruire i pezzi di un puzzle alquanto complicato, va ben oltre la birra artigianale. Tuttavia anche la questione inerente la bevanda offre un importante spunto riflessivo.

Per capire il nesso negli avvenimenti, bisogna iniziare proprio dalle accuse mosse dal Papa nei confronti dell’ex cardinale. Difatti, secondo il Fatto Quotidiano, Becciu avrebbe disposto a favore dei suoi familiari finanze della Cei dell’Obolo di San Pietro per 700 mila euro. Il tutto attraverso finanziamenti a fondo perduto verso la Spes, braccio operativo della Caritas di Ozieri, di cui Tonino (fratello dell’ex cardinale Becciu) è titolare e rappresentante legale.

Questo polverone ha sollevato altri interessanti aspetti della faccenda. Sono emersi infatti investimenti su immobili di lusso a Londra che, secondo il Financial Times, sarebbero stati diretti dall’ex cardinale Becciu, all’epoca sostituto della Segreteria di Stato. Inoltre giusto nella puntata delle Iene del 06/10/20 spunta fuori l’ennesimo documento esclusivo, il quale attesterebbe che dalla Segreteria di stato vaticana sia partito mezzo milione di euro destinato a una società estera intestata a una donna (il servizio è disponibile sul sito Iene.it).

Dal Vaticano dubbi su birra Pollicina e Caritas Roma

Basilica di San Pietro

Sebbene gli investimenti non determinerebbero alcun illecito, sono stati di contorno alle accuse di peculato mosse dal Papa nei confronti dell’ex cardinale Becciu. Infatti è proprio da questi probabili favoritismi di parentela che entra in ballo birra Pollicina prodotta da Mario Becciu, fratello dell’ex cardinale. Pollicina è una birra, marchiata Angel’s Beer, che seguendo una particolare pratica, riutilizza il pane raffermo come aggiunta ai suoi ingredienti nel processo di birrificazione.

Fin qui tutto regolare insomma e tanto di applausi per la grandissima iniziativa sostenibile. Tuttavia, a dire dell’Adnkronos, qualcosa non quadra per la dicitura riportata su ogni bottiglia di birra Pollicina. “Acquistando questa birra solidale fai una donazione alla Caritas Roma”.

Tra il gruppo Angel’s Beer e Caritas Roma esiste, infatti, un accordo collaborativo, che riconosce alla fondazione solidale il 5% del fatturato sulle vendite della birra in cambio dell’utilizzo del marchio. Tuttavia l’accordo non convincerebbe ne gli investigatori vaticani ne quelli italiani. Si sospetta infatti un’operazione favorita dall’ex cardinale Angelo Becciu che potrebbe aver portato guadagni indiretti al gruppo Angel’s Beer.

Le incongruenze fiscali

Sebbene l’eventuale favoritismo faccia parte delle accuse mosse da Papa Francesco verso l’ex cardinale, l’accordo con la Caritas riporterebbe ad altre incongruenze fiscali. Come spiega lo stesso Adnkronos nell’articolo:

Il protocollo, che l’Adnkronos ha potuto visionare, prevede infatti, come detto, la concessione del marchio in cambio della “donazione” del 5% del fatturato di vendita da parte della società di Mario Becciu. Tuttavia il concetto di ‘donazione’, intesa come erogazione liberale che, come tale, consentirebbe alla società detrazioni e deduzioni fiscali, è in contrasto, secondo la contestazione del Pontefice, con l’articolo 7 dell’accordo che prevede, tra le cause di risoluzione del contratto “il mancato versamento da parte della Angel’s S.r.l. dei contributi previsti all’art. 4”.

In particolare l’articolo 4 dell’accordo, tra l’altro recita: “La Angel’s S.r.l. si impegna a donare alla Fondazione ‘Caritas Roma’ Onlus un importo non inferiore al 5% del fatturato di vendita verificabile con cadenza trimestrale attraverso il sistema contabile della Angel’s S.r.l.”. E ancora: “Il versamento di suddetti importi avverrà trimestralmente entro il giorno 10 del mese successivo al trimestre di riferimento a mezzo bonifico bancario intestato alla Fondazione e sarà accompagnato da un report dettagliato composto dai tabulati estratti dal sistema contabile della Angel’s S.r.l. da cui sarà possibile verificare la corretta determinazione dell’importo”.

Sotto la lente c’è anche l’ipotesi – sempre da dimostrare – che la Caritas Roma, percependo somme dalla Angel’s, possa aver realizzato condotte antigiuridiche in materia fiscale.

Considerazioni

Papa Francesco

In questa faccenda sicuramente la birra possiede un ruolo marginale, nonostante apra le porte a ulteriori dettagli sconcertanti. Naturalmente rimane il beneficio del dubbio e le smentite da parte dei diretti interessati. Ovviamente dietro questa storia gli inquirenti faranno le dovute indagini che si spera facciano luce sui preoccupanti fatti.

Di sicuro, l’unica cosa veramente tangibile è l’azione di Papa Francesco, il quale ha ribaltato un sistema che purtroppo iniziava a sgretolarsi dall’interno. Grazie a lui tanti nodi sono venuti al pettine e di sicuro ancora tanti altri ne verranno. Non resta che attendere e osservare l’evolversi della vicenda, che si spera ripulisca il marcio di un ambiente in cui tanti ripongono fede e speranza.

Buona birra a tutti.

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