martedì, 19th Febbraio, 2019
Fare la birra

Quando si è alle prime armi, il neo homebrewer si dedica alle ricerche più complesse per capire il sistema di birrificazione. Ma spesso ciò che ne risulta è molto confusionario. Tra fasi di ammostamento, luppolatura e fermentazione, si rischia di rimanere attoniti, perché le informazioni che spesso si trovano, risultano essere sparpagliate qua e la. È per questo motivo, che ho deciso di racchiudere tutto il procedimento di come fare la birra, in un unico articolo.

Come fare la birra?

Fare birra, come spesso detto in questo sito, è una passione complessa, capace di regalare grandi soddisfazioni. Ma le soddisfazioni arrivano solo dopo aver seguito determinate regole. Queste regole se messe in pratica correttamente, danno la possibilità anche ai meno esperti di produrre ottimi risultati. Lascerò per ogni fase i vari link di approfondimento, che potranno essere d’aiuto nella corretta riuscita della cotta.

 

Gli strumenti giusti

Per fare birra, è necessario procurarsi gli strumenti adatti. Ma cosa serve per fare birra? Spesso questo domanda provoca un po di smarrimento, con il conseguente sperpero di denaro. Basta fare una semplice ricerca su internet, per venire assaliti da molteplici “offerte”. Ma ogni metodo di produzione prevede un costo iniziale differente, con strumenti diversi. Per cui diventa inutile comprare un attrezzo, che magari non ha nessuna utilità. Per scoprire quali sono gli strumenti giusti e cosa comprare, clicca su link.

I Metodi

Per fare birra, esistono diverse tecniche, con diversi coefficienti di difficoltà:

  • Estratto luppolato (clicca su link per approfondimento). È la tecnica più semplice di tutte, che richiede poca attrezzatura e un budget di partenza molto basso.
  • Metodo E+G (clicca su link per approfondimento). È una tecnica con difficoltà intermedia. Prevede l’utilizzo di estratto di malto, che il birraio dovrà in seguito luppolare. Anche questa tecnica prevede l’utilizzo di poca attrezzatura e un budget di partenza basso.
  • Metodo All Grain (clicca su link per approfondimento). La tecnica più complessa di tutte, in cui il birraio diventa padrone della combinazione degli elementi. In questa tecnica il prodotto finale che ne deriva, dipende dalle azioni che il birraio compie durante tutta la cotta. Prevede l’utilizzo di molta più attrezzatura, rispetto ai metodi precedenti, e un budget più alto.

 

La Sanitizzazione

Una volta aver deciso il tipo di  metodo che s’intende utilizzare, il birraio deve dedicare grande attenzione alla sanitizzazione di tutti gli strumenti. La sanitizzazione (clicca su link per approfondimento), è il tallone d’achille della birra. Infatti è in questa fase, che la maggior parte dei neo birrai cade. La birra, o meglio il mosto che ne deriverà dopo l’ammostamento, è un’ambiente ideale per la proliferazione di microrganismi. Questi microrganismi, capaci di contrastare l’azione del lievito durante la fermentazione, prendendo il sopravvento, divenendo responsabili di infezioni e rendendo di conseguenza la birra imbevibile. Visto l’importanza del tema, invito a leggere sul sito gli articoli inerenti a questo passaggio.( I prodotti, come sanitizzare) 😉

 

L’Ammostamento

Una volta aver sanitizzato tutto ciò che entrerà in contatto con il mosto, passiamo all’ammostamento. Per le tecniche dell’estratto luppolato e dell’E+G, trattandosi di un mosto già fatto, sarà sufficiente l’inserimento dell’estratto in acqua calda. Successivamente si andranno a seguire le istruzioni riportate sul kit.

Per quanto rigurada l’ammostamento del metodo All Grain, è prevista una serie di passaggi, che andranno a definire i profili della birra finita. Clicca su link per approfondimento.

 

Lo Sparge

Una finito l’ammostamento, si procede alla filtrazione per separare il mosto dalle trebbie (malto esausto). Di solito avviene la filtrazione in due step. La prima separando il mosto derivato dall’ammostamento; la seconda effettuando l’operazione di sparge. Lo sparge prevede il risciacquo delle trebbie, in quanto possiedono ancora una componente zuccherina.

Questo andrà a incidere sull’efficienza dell’impianto aumentando i litri finali di birra. Ma nonostante sia un procedimento piuttosto semplice, presenta alcune insidie. Clicca su link per approfondimento.

 

La Luppolatura

Finto il filtraggio, si procede alla luppolatura del mosto. Questa fase, ha il compito di arricchire il mosto del classico amaro e dei profili aromatici derivanti dal luppolo. Questa fase, non è prevista nel metodo estratto luppolato, in quanto si tratta di un mosto già composto con un profilo aromatico standard.

Per quanto riguarda il metodo E+G e All Grain, la luppolatura è importantissima. In questa fase verranno introdotti determinati luppoli, che in base al tempo di infusione avranno compiti e risultati differenti. Clicca su link per approfondimento.

 

Il Raffreddamento

Il raffreddamento è lo step successivo alla luppolatura. In questa fase, eseguita su tutti i metodi, il birraio ha il compito di abbassare rapidamente la temperatura del mosto. Abbassare la temperatura in modo rapido è essenziale, in quanto conferisce alla birra una migliore limpidità, oltre ad altri elementi necessari per la fermentazione. Inoltre l’abbassamento della temperatura è fondamentale per l’inoculo del lievito. Ricordo che questa fase è tra le più delicate del processo di brassicolo, in quanto il mosto è sottoposto al rischio contaminazione. Clicca su link per approfondimento.

 

L’Inoculo del lievito

L’inoculo del lievito, è la fase che prevede l’introduzione dell’unico microrganismo concesso. È una fase prevista in ogni metodo, in quanto determina l’innesco della fermentazione. L’inoculo del lievito prevede determinati passaggi, che ne permettono il corretto lavoro durante la fase fermentativa. Clicca su link per approfondimento.

 

La fermentazione

La fermentazione è la fase in cui il lievito fermenta il mosto. In questa fase, dove avviene la trasformazione del mosto in birra, il birraio ha il compito di supervisionare il corretto andamento lavorativo del lievito. Clicca su link per approfondimento fermentazione.

Ricordo l’importanza della densità, che dev’essere presa prima di inoculare il lievito (OG) e dopo della fine della fermentazione (FG). Clicca su link per approfondimento.

 

Il Priming

Il Priming è la fase in cui si fa carbonare la birra. La carbonazione viene effettuata in tutti i metodi, in quanto si favorisce la formazione delle bollicine. In breve, si inserisce nella birra un certo quantitativo di zucchero, per risvegliare il lievito residuo dopo la fermentazione. Il risveglio del lievito, una volta imbottigliata la birra, provoca la formazione di anidride carbonica. Essa andrà ad arricchire la birra formando la frizzantezza. Clicca su link per approfondimento.

 

L’Imbottigliamento

È la fase finale, in cui la birra va in maturazione. In questa fase la birra dovrà rimanere per almeno 15 giorni in un luogo a temperatura costante e al buio. Non bisogna avere fretta nell’aprire le bottiglie prima della maturazione, in quanto non si potranno degustare tutti i profili aromatici della birra finita. Clicca su link per approfondimento.

Conclusioni

Queste sono le fasi che caratterizzano il processo brassicolo, dalla ricetta alla bottiglia. Ogni fase ha un compito, che non può essere ignorato. Se verranno osservati tutti i passaggi, e le relative accortezze, il risultato è garantito.

E se non è il massimo? Come spesso dico, non importa se la birra finita presenta qualche difetto. L’errore è il fondamento della conoscenza. Comunque sia sarà un risultato. 😉

Buona birra a tutti

Il birraio matto

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